Romanico a Como

I capolavori romanici intorno alla città che dona il suo nome al lago

L’elemento ricorrente nell’architettura romanica sul territorio comasco è l’uso della pietra come materiale costruttivo, rispetto al mattone, tipico delle regioni di pianura. Ciò significa che le costruzioni utilizzavano gli elementi dati dall’ambiente circostante, come a costruire un legame tra natura e architettura.
Gli elementi artistici sono però freddi, quasi grezzi, in quanto i materiali erano difficili da lavorare. Per contro, sono le piante ad essere variegate, come quella a cinque navate di S. Abbondio di Como o all’organismo centrale di S. Maria del Tiglio a Gravedona, spesso in relazione con le contemporanee ricerche di altre aree europee.

La città di Como è punteggiata da tracce romaniche rintracciabili su tutto il territorio: partendo dalla chiesa di S. Abbondio, antica cattedrale della città, posta al di fuori dei bastioni che proteggono il centro storico. Invece in piena area pedonale si trova invece la chiesa di San Fedele, posta a baricentro della città murata. Sul colle del Baradello si trova infine la Basilica di S. Carpoforo, austera e semplice, in linea con tutti l’architettura romanica della città. Per concludere, di affascinante effetto sono le porte nelle mura della città, che forse nascoste dalla modernità, sono ancora lo scheletro che sostiene Como e il centro storico.

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